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Futopolis

Futopolis: le 4 tesi dello studio di tendenza

 

Città, campagna, futuro

Nel mondo aumenta sempre più il numero di persone che vivono nelle città, contribuendo a renderle interpreti fondamentali nella soluzione dei problemi creati dalla globalizzazione. Ma le città sono più che dei semplici luoghi: attraverso nuove forme di interrelazione e di mobilità l’urbanità diventa soprattutto una nuova modalità di vita e di pensiero.

Le città sono gli stati del XXI secolo e sono le attrici centrali di un mondo globalizzato. Nuove forme di mobilità e di interconnessione destrutturano l’immagine in bianco e nero di città e campagna, trasformandola in un ambiente di vita ibrido. La città del futuro però non dovrà essere solo tecnologica ed efficiente, ma anche e soprattutto sociale. L’urbanizzazione, infatti, è un processo non solo fisico, ma anche e soprattutto mentale e sociale.

1. Città in evoluzione: l’era delle città
Le città sono le nuove centrali del potere: l’importanza delle città come protagoniste di un mondo globalizzato continua a crescere, i cambiamenti politici ed economici intelligenti sono portati avanti sempre più a livello locale e sempre meno a livello nazionale.
Le città di una certa dimensione sono destinate a svolgere in futuro un ruolo di grande importanza ai tavoli di trattativa della politica e dell’economia globale. I sindaci e i politici locali di maggior peso decidono con quali organizzazioni cooperare – in particolare le città economicamente più rilevanti possono scegliere i propri partner. Per le imprese ciò offre al tempo stesso la possibilità di portare avanti delle autentiche innovazioni, utilizzando le città come luoghi ideali di sperimentazione e di apertura verso nuovi sviluppi e usufruendo di un’ampia disponibilità di scienziati e menti creative. Tutto ciò produce una grande possibilità di sinergie: i pionieri della classe creativa cercano naturalmente le menti loro affini con cui condividere e valorizzare il proprio talento: nelle città in evoluzione (Unfolding Cities) sono spesso teatro di una vivace attività di start-up e di una enorme spinta competitiva.

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2. Città rurali e provincia  avanzata: tra la nostalgia per la vita in campagna e l’urbanità come forma mentis

Gli spazi in cui si vive sono luoghi di identità, di cultura e di discorso sociale, con i quali anche il termine “patria” acquista significato. La dicotomia tra città e campagna è sempre più destinata a sciogliersi in futuro per fare spazio a luoghi di vita ibridi, fluidi. L’essere “urbani” diventa una questione di mentalità.
La nostalgia dei cittadini per la vita rurale dischiude un mercato per prodotti e servizi collegati al fascino del paesano e del naturale – rispetto ai quali la creatività può spaziare senza limiti. La forza di acquisto e l’apertura verso il nuovo dei corrispondenti stili di vita urbani sono molto alte. Al contrario, cala la forza di acquisto delle regioni meno avvantaggiate sotto il profilo economico, le quali al tempo stesso tendono a diventare dei luoghi di abbandono: laddove i posti di lavoro, le possibilità di acquisto e i punti di aggregazione sono carenti, la gente se ne va. L’insediamento di industrie o di attività legate al tempo libero ed al turismo può comportare invece una rivitalizzazione del territorio. Ciò richiede però  dei pionieri impegnati e coraggiosi, che non abbiano timore di fallire e che siano spinti da uno strenuo idealismo. Le aree libere della campagna offrono degli spazi di sperimentazione assai meno ristretti rispetto alla città.

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3. Mobilità continua: dalla città a misura di automobile alla città della mobilità
La città è destinata in futuro a trasformarsi da luogo a misura di automobile in luogo a misura d’uomo, con una coerente mobilità multi- e inter-modale. Il presupposto di ciò è il bisogno degli abitanti di vivere in città più sane e sostenibili, il tutto in un contesto di iniziative da parte dei comuni e del mondo economico.
La mobilità è attualmente determinata per la maggior parte dal settore dell‘automobile. Ma sempre più attori estranei a tale settore, rappresentati soprattutto da imprese tecnologiche o da start-up con un background „Digital-by-Design“ stanno entrando nel mercato della mobilità. Le innovazioni rivoluzionarie nel campo della mobilità non vengono portate avanti dai costruttori tradizionali di automobili. I bisogni e, di conseguenza, anche il mercato sono destinati a differenziarsi – in futuro la macchina di proprietà individuale sarà solo un mezzo di trasporto per molti altri. Soprattutto in cooperazione con le città si potranno attuare nuove, alternative soluzioni di mobilità. E non solo nel campo della mobilità delle persone, ma anche in quello della logistica di merci, in particolare riguardo alle forniture del cosiddetto „ultimo chilometro“, sempre più importanti dato l’enorme aumento del commercio elettronico.

4. Spazi condensati: città più alta, più concentrata
Il futuro delle città occidentali sta nella loro capacità di rinnovamento e di ottimizzazione dall’interno, ovvero di adeguamento permanente. Per un utilizzo efficiente della città deve avvenire un cambiamento di paradigma: soluzioni abitative non convenzionali in grado di offrire al tempo stesso un’alta qualità di vita.
Ma creare più spazi abitativi nelle città significa rivedere completamente il modo di progettare la città e soprattutto anche l’economia immobiliare. Ciò presuppone delle fondamentali innovazioni e semplificazioni nei regolamenti edilizi dei comuni. Le possibilità di aumento della densità edilizia, anche in senso verticale, di costruzione modulare, di micro-abitazioni, di utilizzo ibrido o di riconversione d‘uso offrono al settore edilizio, ad architetti e imprese immobiliari l’opportunità di definire standard completamente nuovi nel campo dell’abitare urbano. In tale contesto potranno essere sviluppati nuovi concetti riguardo non solo ad abitazioni più economiche e sostenibili in spazi molto ridotti, ma anche a piccole unità abitative lussuose-funzionali per nomadi del business urbano e per persone anziane ancora attive.

Questo testo è un estratto dello studio di tendenza „Futopolis“
di Janine Seitz e Lena Papasabbas

https://www.zukunftsinstitut.de/artikel/futopolis/

Assieme al Zukunftsinstitut, GRAFT presenta FUTOPOLIS, lo studio che analizza l’evoluzione del megatrend dell‘urbanizzazione. Concentrazione, interconnessione, mobilità – non per caso i grandi temi del futuro si svolgono nelle città. I punti nodali urbani sono centri politici, economici e creativi che stanno diventando i veri e propri stati del XXI secolo. Quali conseguenze ne derivano per lo sviluppo, l’amministrazione e le infrastrutture delle città, quali opportunità si aprono per le imprese, come si trasformano i bisogni della società? E, inoltre, cosa accadrà ai territori rurali? Questo studio sull’urbanizzazione affronta tutte queste domande individuando i temi più salienti che riguardano l’evoluzione dei territori urbani ed extraurbani.