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Leganti nel restauro, facciamo chiarezza

 

Quali leganti sono adatti al restauro conservativo? Che caratteristiche hanno? Che differenze ci sono tra loro?

Sia dal punto di vista del risanamento che del restauro conservativo, la difficoltà sta nel cercare soluzioni che possano essere al tempo stesso valide sotto il profilo della ricerca storica e sotto il profilo del contenimento delle spese. RÖFIX offre a chi si occupa della tutela dei monumenti storici un’ampia gamma di malte e intonaci, sia di fondo che di rivestimento, con caratteristiche molto simili a quelle originarie.

È possibilie utilizzare prodotti premiscelati, componibili o il solo legante puro.

La calce - Un materiale storico per la costruzione
La calce è il prodotto finale che si ottiene dopo il processo di cottura della pietra calcarea (CaCO3) ca. 98%) a ca. 1.000 °C. Il calcare perde così l’anidride carbonica, che dissolve con la cottura.

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La calce viva (CaO) così ottenuta, spenta fino a completa idratazione, si trasforma in idrato di calce (Ca(OH)2).
Miscelando la calce idrata con appropriati aggregati calcarei, si ottengono intonaci particolarmente elastici, igroscopici e molto permeabili al vapore che induriscono reagendo con l’anidride carbonica (CO2) presente nell’aria, in quel processo chiamato carbonatazione.

Pozzolane - componenti idraulici latenti
I componenti idraulici sono sostanze che da sole non induriscono con l’acqua, ma che con l’aggiunta di calce acquisiscono caratteristiche idrauliche. Negli intonaci e nelle malte ciò comporta un aumento delle carateristiche meccaniche e di resistenza alle intemperie. Tra i componenti idraulici naturali più noti vi sono la „pozzolana“, la „terra di Santorini“, il trass e le rocce tufacee. Un componente idraulico artificiale con lunga tradizione è il cocciopesto.
I componenti idraulici artificiali più moderni, come le scorie d’alto forno, pur avendo oggi una certa importanza sotto il profilo economico, tuttavia non trovano alcun impiego nel campo del restauro storico.

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Il Trass
Il trass è un minerale naturale altamente poroso, di origine prevalentemente vulcanica. Macinandolo, si ottiene una polvere molto fine che viene impiegata come aggregato idraulico. Il trass fa presa solamente in combinazione con calce o cemento, per questo si dice che possiede caratteristiche idrauliche latenti. Il trass RÖFIX è ricavato dalla Suevite bavarese, un tipo di trass caratterizzato da un’evoluzione lenta e regolare della resistenza meccanica e quindi particolarmente idoneo per riprodurre le antiche ricette di fabbricazione di intonaci e malte.

La calce idraulica (HL sec. EN 459-1)
La calce idraulica è un legante che indurisce non solo per reazione con l’anidride carbonica, ma fa presa anche in sua assenza e persino sott’acqua. I fenomeni di presa sono dovuti alla formazione, per elettrolisi, di silicati ed alluminati. Per ottenere una calce idraulica naturale (NHL) è indispensabile che la roccia contenga il giusto rapporto fra calcare ed argilla. Si può ottenere calce idraulica anche miscelando carbonato di calcio con argilla o con scorie d’alto forno (nella misura massima del 20%), in questo caso si parla di calce idraulica artificiale (HL). Nelle calci idrauliche premiscelate artificialmente, a causa delle temperature di cottura necessariamente superiori e delle condizioni di miscelazione spesso disomogenee, non si può escludere la formazione di klinker cementizi.

La calce idraulica naturale (NHL sec. EN 459-1)
A seconda che la materia prima per la produzione della calce idraulica sia ricavata da una cava naturale, senza aggiunte di alcun genere, oppure che debba essere miscelata artificialmente, distinguiamo la calce idraulica naturale da quella artificiale. Poiché nel processo di cottura delle calci idrauliche naturali sono sufficienti delle temperature inferiori, si può ampiamente escludere il rischio di formazioni di fasi cementizie. RÖFIX ha preso come riferimento la normativa europea UNI EN 459-1 che fornisce la classificazione, i requisiti chimici-fisici e i criteri di conformità per una calce idraulica e propone due leganti certificati: RÖFIX NHL2 e RÖFIX NHL5 con cui è possibile confezionare malte ed intonaci in cantiere. Anche grazie alla cottura più dolce le calci idrauliche naturali trasferiscono vantaggi in termini di lavorabilità e di resistenza agli intonaci.

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Roman-Cement
Nel 1796 il Prof. J. Parker brevettò un nuovo legante idraulico, il cosiddetto Roman Cement. Tale materiale si ottiene attraverso la calcinazione di pietra calcarea, presente nei terreni argillosi nei pressi di Londra. La polvere così ottenuta presenta un colore simile al materiale da costruzione usato in epoca romana. La particolarità del Roman Cement risiede nel processo di cottura (calcinazione) a temperatura bassa ma fortemente variabile (600 - 1200 °C) e soprattutto nella sua composizione naturale, a base di carbonato di calcio e minerali argillosi (limo) provenienti dalla marna originaria, già molto simile a quella dell’odierno cemento Portland. Il cemento sottoposto a tale cottura mantiene un ampio spettro di minerali, presenti anche nella calce idraulica naturale ma in un altro rapporto. La percentuale di calce libera contenuta nel Roman Cement è inferiore rispetto a quella presente nella calce idraulica. Il Roman Cement contiene pertanto una maggiore quantità di ossidi di silicio e ossidi di alluminio. Ciò comporta un tempo di presa notevolmente più breve e una maggiore resistenza al carico meccanico e agli agenti atmosferici.